Un pò di storia di Strambino

Strambino sorge sulla sponda destra della Dora Baltea, a sud della città di Ivrea, da cui dista circa dieci chilometri. Le notizie sulla sua origine e sui suoi primi sviluppi sono pochissime e spesso incerte; la stessa definizione toponomastica appare piuttosto enigmatica per la sua formazione e i tentativi di determinare le fonti e il significato portano gli studiosi alla formulazione di due ipotesi contrastanti fra loro:
 
  1. la prima, che appare come la meno probabile, fa derivare il nome Strambino da "Strannin – bini" (due paesi). Non è infatti possibile provare in alcun modo l’esistenza, in epoca imprecisata, di due paesi successivamente riunitisi, neanche volendo limitare tale unione alla parte alta con la parte bassa del paese;
  2. la seconda fa derivare il nome da "extra ambitum", intendendo ambitus nel significato proprio di "cerchia di mura", se non anche di "giurisdizione". Una conferma di tale ipotesi c' è data da un documento della fine del XIV secolo, in cui il luogo di Strambino è indicato col nome di "Extrambino".
L’area di Strambino fu certamente colonizzata in età romana, come lascia chiaramente intendere l’individuazione nella zona di tracce di centuriazione risalenti all’epoca repubblicana. Tuttavia la prima citazione documentaria risale alla fine del X secolo: infatti in una carta datata 4 settembre 996 in cui Ugo Marchese di Toscana dona al Vescovo di Vercelli il castello di Caresana con le attinenze, compare fra i testimoni un Giselfredus de Strambino.
 
Dopo questa citazione non esiste né nei documenti né nei trattati di storia del Canavese, alcun accenno a Strambino fino agli inizi del XII secolo. Tutto ciò fa pensare che prima del Mille il luogo di Strambino fosse di ben poca importanza e che la sua storia si intrecciasse con quella della vicina città di Ivrea.

Le condizioni originarie erano probabilmente quelle di un luogo ad economia prettamente agricola, di una "villa"aperta, la cui genesi sarebbe strettamente connessa alla possibilità di protezione offerte dalle caratteristiche topografiche della zona. Di un 'castrum Strambini' (castello) non abbiamo notizia che più tardi (XII secolo).

In questi secoli Strambino dipendeva molto probabilmente dall’alta signoria del vescovo d’Ivrea. Con la trasformazione, da parte dei Franchi, dei ducati longobardi in contee, il territorio di Ivrea diventò una contea sotto pertinenza del Vescovo. Durante il periodo di lotte fra Arduino e il Vescovo Varmondo, esistono ragioni sufficienti per far ritenere che Strambino fosse già feudo del Vescovo d’Ivrea e non certamente favorevole ad Arduino.
 
Il primo affermarsi di Strambino come "comune" va collocato probabilmente agli inizi del XIII secolo, quando avvenne il passaggio dalla dominazione vescovile a quella dei Conti S. Martino e dei Valperga di Masino. Sappiamo infatti da un documento del 1279, in cui si procedeva alla regolamentazione dei confini con Romano, che Strambino era già in quel tempo Comune.
 
Negli ultimi anni del XIII secolo le varie famiglie signorili canavesane incominciarono a covare fra loro rancori motivati da ambizioni territoriali che sfociarono in lunghe guerre civili: all’inizio del secolo successivo si fronteggiavano ormai due partiti, raccolti attorno ai San. Martino, di tendenza sabauda (guelfi) e ai Valperga, partigiani del Marchese di Monferrato (ghibellini). Nonostante il paese col castello appartenesse per un terzo ai Signori di Masino, la fazione dei Guelfi trovò un valido baluardo; probabilmente infatti la lunga dominazione vescovile prima e la fede guelfa dei S. Martino poi, avevano fatto di Strambino una roccaforte dei partigiani del Papato.

Durante queste lunghe e continue lotte che si sono protratte per circa tre secoli, Strambino fu più volte saccheggiata ed una volta completamente incendiata e distrutta: solo il Castello seppe opporre resistenza.
Nel XVI° secolo nelle terre piemontesi si scontrarono a più riprese le armate francesi e spagnole con gravi danni per le popolazioni.
Negli anni tra il 1764 e il 1786 venne costruita la nuova chiesa su progetto dell’Arch. Carlo Andrea Rana, la quale nel XIX secolo sostituirà definitivamente le funzioni religiose che fino a quel tempo si erano svolte nella parrocchiale di S. Solutore, distrutta nel 1822.
 
Il feudo di Strambino ed il relativo vassallaggio verso la corona Sabauda continuarono ad esistere fino al 1797, anno a partire dal quale i Conti San Martino divennero proprietari allodiali del castello e dei terreni circostanti. Il periodo di stabilità creato dopo l’invasione francese durò fino all’inizio del XIX secolo. Infatti nel 1800 Napoleone Bonaparte valicò il Gran S. Bernardo e, dopo aver preso Ivrea, affrontò la vittoriosa battaglia sul ponte Chiusella, a nord-est di Strambino. Nel 1867 il paese venne colpito da un'epidemia di colera durante la quale persero la vita più di 200 persone.
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